domenica 30 settembre 2018

Telesio e Campanella



  IL RINNOVATO INTERESSE PER LA NATURA:
 TELESIO E CAMPANELLA


Bernardino Telesio afferma che l'uomo non deve imporre schemi a priori alla natura, ma deve scoprire le leggi specifiche che ne regolano la vita. Queste leggi si identificano con l'azione di due forze contrastanti, il caldo forza dilatante e principio di movimento, e il freddo, forza condensante e principio di immobilità, le quali nell'universo si applicano alla materia intesa come sostrato fisico inerte.

 Per Telesio le forze, cioè i principi agenti, e la materia, cioè la massa corporea, non possono mai essere separate:
- le prime agiscono, ossia producono effetti, solo infondendosi in un corpo materiale;
-la seconda passiva non esiste se non può essere continuamente formata e trasformata dall'azione dei principi agenti.
  La sostanza, che è dunque data dall'unione di forza e materia, ha un carattere dinamico.


                                                          LA VITA

Bernardino Telesio nasce nel 1509 a Cosenza. A Padova sviluppa le sue teorie naturalistiche che attingono alla fisica dei filosofi presocratici. A Cosenza Telesio riorganizza l'Accademia cosentina, un istituzione che aveva lo scopo di diffondere la cultura, valorizzare artisti e scienziati e istruire le giovani generazioni. Secondo Telesio, i filosofi e gli scienziati non hanno avuto l'umiltà di osservare come le cose si verificano effettivamente, ma hanno proiettato su di esse caratteristiche e proprietà che esistevano soltanto nella loro immaginazione; In tal modo hanno tradito i veri principi della natura e si sono costruiti "un mondo a loro arbitrio". L'accusa rivolta alla scienza del passato e dunque di essere boriosa, superba e incurante dell' autentica realtà del mondo fisico. Telesio invita l'intellettuale, "amante e cultore di una sapienza del tutto umana", a "indagare il mondo e le sue singole parti". 




     IL LEGAME TRA MAGIA E INDAGINE                              NATURALISTICA


Telesio attribuisce una preminenza assoluta alla percezione sensibile, a scapito della facoltà intellettiva, e ritiene che tale sensibilità sia diffusa in tutto l'universo. Secondo il filosofo, infatti, anche gli oggetti materiali, hanno una forma di sensibilità, cioè possono percepire la modificazione del loro stato provocata dal contatto con gli altri corpi. Non c'è dunque differenza sostanziale tra organico e inorganico, perchè tutti gli esseri in modo più o meno perfetto, sono dotati della medesima facoltà del sentire. Tale visione ricollega in qualche modo Telesio alla magia rinascimentale, che affermava appunto l'analogia tra la natura e l'uomo. Il legame tra scienza e magia è molto stretto, entrambe cercano di comprendere la natura per trasformarla a beneficio dell'uomo. 




  CAMPANELLA E L'ESALTAZIONE DELLA                   SCIENZA E DELLA TECNICA



Al pensiero di Telesio si ispira Tommaso Campanella, accusato di eresia per l'adesione al naturalismo e al sensismo del filosofo cosentino, fu processato dall'Inquisizione e trascorse in carcere molti anni della sua esistenza. L'aspetto della sua filosofia che qui ci preme maggiormente sottolineare è la rivalutazione culturale e pedagogica della natura e dichiara di aver appreso più cose dall'osservazione di un filo d'erba o di una formica che dai libri. Egli reinterpreta la fisica di Telesio alla luce di suggestioni tratte dalla magia e dalla metafisica che lo portano a sostenere l'universale animazione di tutte le cose del mondo. Queste al pari degli animali e degli uomini, sono dotate di sensibilità. L'esperienza sensibile è per il filosofo calabrese il fulcro dell' attività conoscitiva. Il fondamento ultimo di una natura intesa come totalità organica è Dio, che crea e governa il mondo attraverso i tre principi fondamentali dell' essere:
- la potenza, che rende ogni cosa necessariamente come dev'essere;
la sapienza, da cui deriva l'armonia che regge il mondo;
- l'amore che indirizza ogni cosa verso il suo fine supremo.


Tommaso Campanella propone un modello ideale di società in cui:
- è abolita la famiglia e condannate la proprietà privata e la schiavitù;
- rivestono grande importanza la scienza e il lavoro.




venerdì 14 settembre 2018

Umanesimo e Rinascimento


 L'età moderna 

Nel 400 si sviluppa l'Umanesimo che si propone il ritorno al mondo classico, per ridare vita a una cultura che collocava al centro dei propri interessi l'uomo, la sua dignità e libertà.
Si diffonde in Europa venendo ad assumere il nome di Rinascimento.
Rinascimento e Umanesimo affermano la centralità dell'uomo nel cosmo; una centralità che in qualche modo va a sostituire il ruolo che nel Medioevo aveva occupato Dio. I nuovi intellettuali non erano atei ma la loro religiosità si caratterizza per la valorizzazione della dignità dell'uomo, considerato artefice del proprio destino, cioè padrone è responsabile della propria vita.




L'Umanesimo e lo studio delle humanae litterae 

Il termine Umanesimo indica anche il nuovo indirizzo degli studi, che ora si orienta verso le humanae letterae e non più verso la scienza divina,cioè la teologia. Si tratta invece dello studio attento e accurato dal punto di vista linguistico, delle opere degli autori 


   L'approccio filologico alla cultura classica


L'interesse filologico segna una netta differenza del nuovo approccio umanistico e rispetto a quello del chierico medievale, al quale non interessava tanto il recupero del documento nella sua veste originaria, quanto l'utilizzo del suo contenuto allo scopo di trovare una conferma alla propria dottrina o fede. Gli umanisti, invece, mirano a ripristinare il testo nella sua forma originale, attraverso il puntiglioso confronto delle diverse redazioni esistenti e intelligente interpretazione del pensiero degli autori antichi. 



   La diffusione del latino e la circolazione delle idee


La diffusione del latino come lingua della comunicazione filosofica e letteraria deve essere apprezzata in quanto viene a costituire un formidabile mezzo per la circolazione delle nuove idee umanistiche e scientifiche tra i dotti europei. Tale risultato è reso possibile anche grazie ad una delle conquiste più importanti della modernità: la stampa a caratteri mobili. La lingua latina cederà poi il passo alle lingue volgari, che rappresentano un ulteriore momento di allargamento della cultura ai ceti borghesi e mercantili.



Il Rinascimento:dalla lezione degli antichi...


Il termine Rinascimento indica quel complesso periodo in cui si assiste a un profondo rinnovamento in tutti i campi (religioso, filosofico e scientifico). Si manifesta una negativa considerazione per il Medioevo, bollato come un'età di transizione, priva di valore culturale. Gli intellettuali dell'epoca si riallacciano idealmente ai grandi filosofi della Grecia: lo studio rigoroso dei testi classici è concepito non come un mero esercizio di erudizione avulso dalla vita, ma come funzionale a un reale progresso pratico degli uomini. La lezione degli antichi deve servire da stimolo per una nuova sintesi filosofica, basata unicamente sulle risorse intellettuali e morali umane e sulla conoscenza scientifica.



                         ...al dinamismo della società civile



Nel concetto di Rinascimento, dunque, emerge con maggior forza l'idea secondo cui la cultura classica si offre come stile di vita e si diffonde oltre le mura delle accademie per raggiungere la società civile. Un altro aspetto da sottolineare è che, mentre l'Umanesimo aveva trovato il suo più fertile terreno nelle città italiane ,Firenze in particolare, il Rinascimento, pur avendo sempre come centro l'italia, s'irradia nel resto d'europa. In Germania si sviluppa una componente fondamentale della rinascita spirituale dell'età moderna, ossia la Riforma protestante.



La riforma protestante e il libero esame delle Scritture

La grande rilevanza filosofico-culturale del principio cardine della Riforma Protestante é il "libero esame" delle Scritture, affermato da Martin Lutero.
Questo principio sosteneva che ogni fedele si doveva rapportare direttamente al testo sacro, mettendo in crisi il ruolo del magistero ecclesiastico, che veniva accusato di detenere il monopolio dell'interpretazione biblica. Il ruolo della Chiesa viene messo in discussione da Lutero, il quale nega il suo valore di mediatrice tra l'uomo e Dio: come ogni credente é in grado di cogliere la verità contenuta nelle Scritture direttamente, senza bisogno dell'interpretazione del sacerdote, così non è la chiesa a dispensare la grazia di cui l'uomo ha bisogno per salvarsi, in quanto solo Dio detiene tale potere.






       La riscoperta di Platone e di Aristotele

Nella disputa tra platonici e aristotelici si evidenzia la contrapposizione tra due diversi orientamenti culturali, i platonici interessati soprattutto a una rinascita spirituale e religiosa e gli aristotelici che trovano nei testi di Aristotele uno stimolo per l'approfondimento della ricerca razionale e naturalistica. I centri geografici di queste correnti sono rispettivamente Firenze per il platonismo età e Padova per l'aristotelismo.




L'Accademia platonica di Firenze


I motivi che favoriscono la diffusione della filosofia umanistica e rinascimentale nelle città italiane sono diversa natura. Tra questi rientra il rifiorire dell'Economia e della vita civile dopo la crisi demografica e produttiva del trecento. In questo contesto gli intellettuali abbracciano un ideale di vita derivante dai classici che contempera l'eccellenza del sapere con le esigenze della vita pratica. Questo vale ad esempio nella Firenze dei medici dove dove era sorta per impulso di Marsilio Ficino e l'accademia platonica. Secondo Ficino esiste un'unica tradizione filosofico-religiosa che annovera tra i suoi rappresentanti figure di poeti come Omero E Virgilio e Filosofi come Pitagora e Patone. E sarà presente progressivo rivelarsi dell'unica verità divina, che tocca il filosofo approfondire e chiarire mediante discorso razionale. È partendo da tale presupposto che Ficino cerca di rafforzare d'accordo tra platonismo e cristianesimo. La sua tesi più celebre è quella dell'anima come copula mundi, realtà intermedia che permette di connettere le varie parti dell'universo, le cose inferiori con quelle superiori. E sai rapporto sia con le cose mortali, sia con le con le essenze immortali e costituisce un legame tra il finito e l'infinito. Tale funzione Mediatrice è resa possibile dal fatto che l'anima é sostanzialmente amore, forza cosmica che spinge Universo Verso Dio facendole uscire dal caos e, viceversa, fa sì che Dio infonda nel mondo vita in vita.


















Padova e la tradizione aristotelica


Le varie correnti di aristotelici sono accomunate dalla mentalità razionalistica e naturalistica. È più importante fra gli aristotelici rinascimentali è Pietro Pomponazzi che afferma che la vera essenza dell'uomo è quella corruttibile e corporea. Secondo lui, l'intelletto umano non opera indipendentemente dai sensi e l'anima non può essere considerati mortale, come sostengono i platonici, perché è inevitabilmente legata al corpo, rappresentando nella forma. L'immortalità dell'anima è attestata dalla Fede ma non dalla ragione naturale virgola e le motivazioni della religione non devono intervenire ne interferire nel campo della filosofia. In conclusione possiamo osservare che le due correnti, sebbene in modo diverso, sono l'espressione del bisogno rinascimentale di libertà intellettuale e di indipendenza della tradizione scolastica e Medievale.