martedì 2 aprile 2019

Empirismo

EMPIRISMO


L'empirismo, è la corrente filosofica, nata nella seconda metà del Seicento in Inghilterra, secondo cui la conoscenza umana deriva esclusivamente dai sensi o dall'esperienza. I maggiori esponenti dell'empirismo anglo-sassone furono John Locke, George Berkeley, e David Hume: costoro negavano che gli esseri umani avessero idee innate, o che qualcosa fosse conoscibile a prescindere dall'esperienza. 
L'empirismo si sviluppò in contrapposizione al razionalismo, corrente filosofica il cui esponente principale è stato Cartesio. Secondo i razionalisti, la filosofia dovrebbe essere condotta tramite l'introspezione e il ragionamento deduttivo a priori.
Secondo gli empiristi, invece, si considera alla base del metodo scientifico l'idea che le nostre teorie dovrebbero essere fondate sull'osservazione del mondo piuttosto che sull'intuito o sulla fede.
L'empirismo è una diversa tradizione di pensiero, secondo cui la ragione è impotente senza il ricorso all'esperienza e quindi è limitata e condizionata. Per l'empirismo la conoscenza si origina a partire dall'esperienza sensibile e la ragione non deve entrare nel territorio della metafisica.

Gli empiristi utilizzano una forma di comunicazione chiara e semplice comprensibile dalle persone di buon senso. Isaac Newton fu il promotore del nuovo sapere e della rinnovata immagine della ragione. Le sue regole metodologiche furono:
  •  la prima regola stabilisce che devono essere ammesse solo le cause sufficienti a spiegare il fenomeno;
  •  la seconda regola stabilisce che a effetti simili devono essere assegnate le medesime cause naturali;
  • la terza regola invita stabilisce di attribuire ai fenomeni dello stesso genere la stesse cause;
  •  la quarta regola sostiene che nella filosofia sperimentale le proposizioni ricavate per induzione dai fenomeni devono essere considerate vere.
Newton non accetta le proposizioni che non sono deducibili logicamente dai fenomeni non avendo riscontro nella realtà. Gli empiristi non sono filosofi di professione, ma sono legati al mondo della scienza e del diritto. Secondo Locke accertare i poteri e i limiti dell'intelletto umano è utile per l'esistenza concreta. Una volta esaminata la potenzialità della mente ci si potrà occupare di quei campi che sono alla nostra portata e si potrà evitare l'atteggiamento di chi pretende di sapere o tutto o niente. Per individuare i limiti della ragione Hume esclude dalla filosofia e dalle indagini scientifiche tutte le questioni che vanno al di là degli strumenti conoscitivi dell'uomo.


LOCKE


Locke afferma che le idee non sono innate ma derivano dall'esperienza , in particolare sia dall'esperienza esterna, da cui provengono le idee di sensazione, sia dall'esperienza interna, da cui provengono le idee di riflessione. La mente umana è, infatti, priva di contenuti, essa acquisisce gradualmente le conoscenze con il progredire delle esperienze.
Locke distingue tra idee semplici (di sensazione e di riflessione) e tra idee complesse. Le idee semplici derivano da esperienze elementari e sono dotate i certezza, mentre le idee complesse provengono dall'elaborazione delle idee semplici e si distinguono in:
  • idee di modi: non sussistono di per sé ma sempre in relazione a una sostanza 
  • idee di sostanze: sono riferite a qualcosa di esistente in sé che funge da sostrato
  • idee di relazione: derivano dal rapporto istituito tra le idee semplici
La conoscenza, secondo Locke, è circoscritta alle certezze sensibili, esterne o interiori, è probabile quindi sufficiente a orientarsi nel mondo ma non assoluta. Le uniche due certezze non sensibili sono quelle dell'io e di Dio


Locke afferma che nello stato di natura gli uomini godono di diritti naturali alla vita, alla libertà e alla proprietà, tuttavia manca la garanzia della legalità è per questo che gli uomini devono stipulare un contratto sociale che implica:
  • il patto di unione: gli individui si uniscono in una società civile
  • il patto di sottomissione: i cittadini si sottomettono a un'autorità che tutela i diritti naturali
Per Locke lo Stato:

- è fondato sul consenso dei cittadini
- governa in modo non arbitrario
- prevede la separazione dei poteri legislativo ed esecutivo che ha lo scopo di evitare il dispotismo.

Locke afferma che occorre tenere distinti:

- l'ambito politico, finalizzato a fare leggi e a farle rispettare. In esso vale il principio della tolleranza religiosa, fondato sul fatto che nessuna religione è superiore alle altre e la fede non può essere imposta con la forza.
- l'ambito religioso, finalizzato a soddisfare i bisogni spirituali, per cui la Chiesa è una società libera e volontaria.  


La concezione dello stato di natura e del contratto sociale


Per Spinoza nello stato di natura gli uomini hanno diritto illimitato su ogni cosa e possono farsi valere in base alla maggiore o minore "potenza". Per garantire la propria sopravvivenza gli individui devono unirsi in una comunità politica in cui è accresciuta la potenza di vita.
Al contrario Hobbes crede che nello stato di natura vige il diritto di tutti su tutto, il quale determina uno stato di "guerra di tutti contro tutti". Per evitare il conflitto e il rischio di estinzione gli uomini devono stipulare un patto di unione con cui rinunciano al proprio diritto naturale. Tale accordo coincide con un patto di sottomissione, con cui si cede ogni potere a un sovrano assoluto. 
Locke afferma che nello stato di natura vige il diritto di tutti su tutto ma regolato da una legge di natura di tipo razionale che impone di non danneggiare gli altri. Per garantire il diritto gli uomini stipulano un patto di unione con cui si costituisce una società civile. Tale accordo è ben distinto dal patto di sottomissione con cui si affida a un governo il compito di salvaguardare i diritti inalienabili degli individui.



Leibniz

LEIBNIZ


Firma.
Gottfried Wilhelm von Leibniz è stato un matematico,  filosofoscienziatologicoteologoglottotet,diplomaticogiuristastoricomagistrato tedesco di origine soraba.
A lui si deve il termine "funzione", che egli usò per individuare le proprietà di una curva, tra cui l'andamento, la pendenza e la perpendicolare in un punto, la corda
È considerato il precursore dell'informatica, della neuroinformatica e del calcolo automatico: fu inventore di una calcolatrice meccanica detta Macchina di Leibniz; inoltre alcuni ambiti della sua filosofia aprirono numerosi spiragli sulla dimensione dell'inconscio. Leibniz è uno dei massimi esponenti del pensiero occidentale, nonché una delle poche figure di "genio universale".




Leibniz afferma che: 

il nostro è il migliore dei mondi possibili, infatti Dio ha scelto il meglio secondo ragione tra infinite possibilità: la libertà divina coincide con la razionalità; 

- nel mondo vi sono infinite sostanze individuali: le monadi:
- centri di forza semplici, immateriali e privi di estensione
- entità complete e autosufficienti, dotate di capacità rappresentative, come la percezione,  cioè l'attività mediante la quale le monadi percepiscono in modo oscuro e confuso le cose esterne e l'appercezione, cioè la coscienza chiara e distinta dell'attività percettiva.

- vi sono tre tipologie di monadi:
  • quelle del tutto prive di coscienza;
  • gli animali;
  • gli spiriti superiori.
Queste sono create da Dio che è la monade suprema, il quale pone tra le monadi un'armonia prestabilita, grazie a cui vi è accordo perfetto tra gli eventi che accadono in ciascuna di esse e quelli che accadono nelle altre. 

      
sostiene: 

una concezione dinamica della realtà, in cui a fondamento della realtà meccanicistica vi è una dimensione sostanziale metafisica, cioè la forza viva che è l'essenza delle sostanze individuali.

elabora: 
un metodo logico per matematizzare il pensiero, cioè per ridurre le operazioni mentali a un calcolo;

- una distinzione tra: 
  • verità di ragione, cioè verità necessarie in cui il predicato è implicito nel soggetto da cui può essere dedotto con necessità. Esse riguardano il mondo della logica e si fondano sui principi di identità e non contraddizione;
  • verità di fatto, cioè verità contingenti i cui predicati non possono essere dedotti dal soggetto e il cui contrario è sempre possibile. Esse riguardano il mondo reale e si fondano sul principio di ragion sufficiente.


intende: 
  • giustificare l'ordine del mondo e la giustizia divina attraverso una visione metafisica ottimistica: "il nostro è il migliore dei mondi possibili nonostante la presenza in esso del male".


Leipniz nei saggi di teodicea affronta un interrogativo fondamentale: "perché Dio, che è causa di tutto, pur essendo onnisciente e onnipotente ha creato il male?" 
Egli risponde che: 
  • Dio non poteva creare un mondo perfetto, perché questo sarebbe stato identico a lui, pertanto nel mondo esiste il male anche se non è predominante sul bene; 
  • il male coincide con la mancanza di essere e di bene e può essere di tre tipi: 
  • il male metafisico;
  • il male fisico;
  •  il male morale o peccato.
 Leipniz afferma che:

- la volontà divina si distingue in: 
  • volontà antecedente: Dio, in termini assoluti, tende unicamente al bene;
  • volontà conseguente: Dio, tenendo conto delle condizioni di realizzazione del bene, tende al meglio possibile.
                                                                  

Pertanto Dio permette il male in vista del bene. Ad esempio, permette il peccato avendo scelto come bene maggiore di dotare l'uomo di ragione e libertà.





IL RAPPORTO TRA ANIMA E CORPO


                    Cartesio                                         Leibniz

                                                                                                                                                                             ritiene che il punto di contatto                                ritiene che Dio abbia creato
                  tra anima e corpo sia nella                                 le monadi in modo che risultino
                         ghiandola pineale                                       perfettamente in sintonia secondo                                                                                                                  un'armonia prestabilita                                                            ⇩                                                                                                                                                  anima e  corpo interagiscono                                                                              
                    in modo meccanico.                                               anima e corpo sono monadi
                                                                                             distinte ma coordinate le une alle altre
                                                                                                        all'atto della creazione.





Spinoza

      

SPINOZA


Baruch Spinoza è stato un filosofo olandese, ritenuto uno dei maggiori esponenti del razionalismo del XVII secolo, antesignano dell'Illuminismo e della moderna esegesi biblica.






Per Spinoza, la sostanza :


- Sul piano ontologico è "ciò che è in sé", per esistere non ha bisogno di altro;

- Sul piano gnoseologico è "ciò che si concepisce per sé", il suo concetto non ha bisogno di altri concetti per essere inteso; 

- Si identifica con Dio ed è: 

                       - increata
                       - eterna
                       - infinita
                       - unica
                       - indivisibile                          

- Coincide con il "tutto": Deus sive Natura 


    
  Per Spinoza esistono tre gradi di conoscenza: 

- percezione sensibile o immaginazione, la quale offre rappresentazioni parziali o confuse; 

- ragione, la quale offre idee chiare e distinte e stabilisce il nesso tra le cause e gli effetti; 

- intuizione, la quale coincide con  l' "amore intellettuale di Dio". Quest'ultimo consente di intuire la suprema unità dell'universo e la struttura della sostanza divina, che si articola in: 
  
 - attributi, ovvero le qualità essenziali della sostanza (tra cui pensiero ed estensione);
      
 - modi, ovvero le concretizzazioni particolari degli attributi (tra cui idee e corpi); 



 Spinoza sostiene che: 

  Le passioni e le azioni umane:
  •  vanno comprese, non condannate o giudicate 
  • devono essere analizzate con metodo geometrico
                                  ↓

 in quanto sottostanno alle medesime leggi di natura che regolano tutti i fenomeni dell'universo.

In tale prospettiva emerge che: l'essenza dell'uomo è il desiderio, ossia lo sforzo di autoconservazione con cui tende a preservare nel proprio essere.



Spinoza ritiene inoltre che:
 l'uomo è condizionato dalla sua natura, tuttavia: 
  • può agire in maniera passiva, subendo la schiavitù delle passioni; 
  • può agire in maniera attiva, assumendo consapevolmente la direzione del proprio essere.



La vera libertà consiste nel controllare le passioni scegliendo quelle davvero vantaggiose. 
Esistono due tipologie di passioni: 
  • gli affetti primari positivi (letizia); 
  • gli affetti primari negativi (tristezza).
Per conseguire la felicità occorre conoscere e favorire gli affetti positivi ostacolando quelli negativi.


Il filosofo sostiene che: lo Stato e la comunità politica sono condizioni di realizzazione dell'individuo. 
Infatti la  ricerca dell'utile è favorita dalla cooperazione sociale. Tuttavia lo Stato deve rispettare i diritti naturali degli individui, ossia: 
  • libertà di attività nella sfera privata;
  • libertà di pensiero ed espressione. 

Il fine dello Stato è la libertà. 






Affinità e divergenze tra Cartesio e Spinoza


Cartesio e Spinoza assumono a modello di rigore scientifico il metodo matematico e geometrico.

                   Cartesio                                                                          Spinoza
                        ↓                                                                                      ↓ 

        sostiene il dualismo tra                                             afferma l'unicità della sostanza 
        pensiero ed estensione,                                         divina, di cui pensiero ed estensione
       res cogitans e res extensa                                                 sono due attributi

                        ↓                                                                                      ↓

oltre alla res cogitans e alla res extensa,                           ammette un'unica sostanza 
ammette una sostanza infinita autonoma                          increata, eterna e infnita: Dio
e autosufficiente: Dio

                        ↓                                                                                      ↓     

Dio è garante del criterio dell'evidenza e                       Dio coincide con l'ordine geometrico,
dunque della conoscenza                                             necessario e razionale dell'universo.