DAVID HUME
David Hume è stato un filosofo scozzese. È considerato il terzo e forse il più radicale dei British Empiricists ("empiristi britannici"), dopo John Locke e George Berkeley.
VITA E OPERE
Hume nasce nel 1711 a Edimburgo, in Scozia. Dopo i primi studi di giurisprudenza, Hume decide di dedicarsi alla filosofia e alle materie umanistiche.
Nel 1734, durante un viaggio in Francia, compone la sua prima e fondamentale opera, il Trattato sulla natura umana, ma non riscuote tuttavia il successo sperato.
Due anni dopo, tornato in Inghilterra, pubblica la prima parte dei Saggi morali e politici, che invece viene accolta con tale entusiasmo da indurre Hume ad ampliarne il nucleo originario.
Ricoperti alcuni incarichi politici, funzionali al miglioramento delle proprie condizioni economiche, cerca di dare nuova forma al Trattato e compone la Ricerca sull’intelletto umano.
Nel 1752 compone una Storia di Inghilterra che suscita polemiche per via del carattere apertamente critico di alcune posizioni humeane e pubblica anche la Ricerca sui principi della morale, rielaborazione della terza parte del Trattato sulla natura umana.
Lasciata l’Inghilterra nel 1763 si reca a Parigi, dove entra in contatto con l’ambiente illuminista e con i maggiori filosoficome Diderot e d’Alembert, Helvetius, d’Holbac, Turgot, Voltaire e Rousseau.
Torna poi a Edimburgo, dove si spegne nel 1779, riuscendo però a ultimare i Dialoghi sulla religione naturale.
La filosofia di Hume è spesso definita come uno scetticismo radicale dal punto di vista teorico e moderato dal punto di vista pratico. Il suo pensiero può inoltre essere inscritto all'interno del naturalismo. Gli studi su Hume hanno spesso oscillato nel dare più importanza alla componente scettica (evidenziata dai positivisti logici) e coloro che hanno dato risalto al lato naturalista. Quel che è certo è che ebbe una decisiva influenza sullo sviluppo della scienza e della filosofia moderna.
Il suo pensiero nato sotto la luce delle correnti illuministiche del XVIII secolo, mirava a realizzare una "scienza della natura umana", in cui compie un'analisi sistematica delle varie dimensioni della natura umana, considerata la base delle altre scienze.
Con Hume la revisione critica dei sistemi di idee della tradizione giunge ad una svolta radicale. Egli delinea un "modello empirista di conoscenza" che si rivelerà critico verso l'illuministica fede nella ragione. Ne discende che Hume sia oggi considerato uno dei più importanti teorici del liberalismo moderno.
Hume sosteneva che:
- la fonte della conoscenza sono le percezioni, che si distinguono in:
- impressioni, percezioni immediate e vivide;
- idee, immagini illanguidite delle impressioni.
- la memoria e l'immaginazione consentono di conservare le impressioni e collegare le idee, tuttavia la mente non è totalmente libera perché procede secondo il principio di associazione, il quale opera in base a tre criteri: somiglianza, contiguità e causalità.
- le idee complesse garantiscono:
- una conoscenza certa, quando derivano da pure relazioni tra idee;
- una conoscenza probabile, quando derivano da relazioni tra dati di fatto, le quali implicano il principio di causalità, che deriva da una tendenza soggettiva a cogliere una connessione necessaria tra due eventi successivi e contigui.
- la fiducia nella regolarità dei fenomeni è frutto dell'abitudine da cui deriva la credenza, utile per guidare la condotta umana, ma priva di certezza assoluta.
- l'etica si fonda su criteri empirici e sul senso morale, infatti bisogna tenere distinti il piano dell'essere e quello del dover essere.


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