BACONE: LA VITA
Francesco Bacone nasce a Londra il 22 gennaio 1561.
Inizia gli studi al Trinity College di Cambridge; prosegue poi al Gray's Inn di Londra l'approfondimento e la formazione in Legge e Giurisprudenza. Diviene un grande e forte sostenitore della rivoluzione scientifica, pur senza essere egli stesso uno scienziato.Vive alla corte inglese e sotto il regno di Giacomo I Stuart, viene nominato Lord Cancelliere.
Francis Bacon è di fatto il filosofo della rivoluzione industriale: la sua riflessione è incentrata nella ricerca di un metodo di conoscenza della natura che si possa definire scientifico, nel senso che vuole e può essere ripetibile; esso parte dall'osservazione della natura e, così come la scienza, è volto al controllo di essa per ricavarne applicazioni utili al genere umano, come erano quelle dell'età industriale.Nel 1621 Giacomo I convoca il parlamento per chiedere l'imposizione di nuove tasse: il parlamento incolpa Bacone con l'accusa di corruzione e peculato. Bacone si riconosce colpevole e viene imprigionato nella Torre di Londra, venendo così escluso da tutte le cariche dello stato.Viene liberato appena qualche giorno dopo per intercessione del sovrano e si ritira a Gorhambury: qui trascorre gli ultimi anni della sua vita. Muore a Londra il 9 aprile 1626.
Tra le sue opere più importanti vi sono: "Cogitata et visa", "Instauratio magna", "Novum Organum"e il " De dignitate et augmentis scientiarum"; la "Nuova Atlantide" fu pubblicata incompleta.
Secondo Bacone, il cui motto fondamentale è "sapere è potere", la scienza non ha soltanto carattere conoscitivo ma anche e soprattutto pratico: essa può contribuire a creare migliori condizioni di vita per gli uomini.
La scienza dei moderni, infatti, è un sapere teso al fare, un sapere tecnico in grado di stabilire, per la prima volta in modo pieno e soddisfacente, il dominio sulla natura, condizione indispensabile della civiltà.
Nella vasta indagine del filosofo inglese si riconosce una parte critica e una parte costruttiva. La critica di Bacone si rivolge contro i seguaci della filosofia aristotelica, accusati di scarso vigore teorico e di dipendenza nei confronti di una visione ormai superata. In particolare, Bacone ritiene che occorra liberare la conoscenza da 4 gravi pregiudizi:
1) Gli idoli della tribù, che appartengono all'intero genere umano in quanto dipendono da vere e proprie disposizioni naturali;
2) gli idoli della spelonca, ossia i pregiudizi che derivano dall'educazione, dalla famiglia, dal carattere personale;
3) Gli idoli della piazza, prodotti dal linguaggio e dal suo uso ambiguo e impreciso;
4) infine, gli idoli del teatro, cioè i pregiudizi che derivano dalle diverse dottrine filosofiche.
Passando a delineare la parte costruttiva della sua filosofia, Bacone afferma innanzitutto che l'uomo deve avere come il suo compito precipuo quello di interpretare la natura e le sue leggi. A tal fine, egli identifica il metodo più opportuno nell'induzione, la procedura logica che analizza i fenomeni, ne registra la presenza o l'assenza, le stabilisce i gradi. Bacone invita a utilizzare delle tavole, la cui funzione consiste nel predisporre il materiale empirico, organizzandolo e catalogandolo:
1. Tavole della presenza, su cui si registrano tutti i casi in cui si verifica il fenomeno che si studia;
2. Tavole dell'assenza, su cui si registrano tutte le situazioni che non rivelano la presenza del fenomeno;
3. Tavole delle comparazioni, su cui si registra la variazione di intensità con cui un fenomeno si verifica.
In questo modo si consente all'intelletto di avanzare la prima ipotesi in ordine all'interpretazione della forma del fenomeno studiato. Tale ipotesi deve poi essere verificata attraverso una serie di prove, di cui la più importante è il cosiddetto esperimento cruciale, quello che consente di accettare definitivamente un'ipotesi abbandonando le altre.
Nell'ultima sua opera, la Nuova Atlantide, Bacone delinea una società utopica, in cui gli scienziati detengono il potere politico e promuovono il benessere dei cittadini, operando in piena e perfetta collaborazione con l'unico intento di fare scoperte utili per l'umanità. Quella tratteggiata da Bacone nella sua utopia è una società giusta e pacifica perché, grazie all'impiego della scienza e della tecnica, ha sconfitto la superstizione, l'ignoranza, la violenza e l'oscurantismo.
La scienza dei moderni, infatti, è un sapere teso al fare, un sapere tecnico in grado di stabilire, per la prima volta in modo pieno e soddisfacente, il dominio sulla natura, condizione indispensabile della civiltà.
Nella vasta indagine del filosofo inglese si riconosce una parte critica e una parte costruttiva. La critica di Bacone si rivolge contro i seguaci della filosofia aristotelica, accusati di scarso vigore teorico e di dipendenza nei confronti di una visione ormai superata. In particolare, Bacone ritiene che occorra liberare la conoscenza da 4 gravi pregiudizi:
1) Gli idoli della tribù, che appartengono all'intero genere umano in quanto dipendono da vere e proprie disposizioni naturali;
2) gli idoli della spelonca, ossia i pregiudizi che derivano dall'educazione, dalla famiglia, dal carattere personale;
3) Gli idoli della piazza, prodotti dal linguaggio e dal suo uso ambiguo e impreciso;
4) infine, gli idoli del teatro, cioè i pregiudizi che derivano dalle diverse dottrine filosofiche.
Passando a delineare la parte costruttiva della sua filosofia, Bacone afferma innanzitutto che l'uomo deve avere come il suo compito precipuo quello di interpretare la natura e le sue leggi. A tal fine, egli identifica il metodo più opportuno nell'induzione, la procedura logica che analizza i fenomeni, ne registra la presenza o l'assenza, le stabilisce i gradi. Bacone invita a utilizzare delle tavole, la cui funzione consiste nel predisporre il materiale empirico, organizzandolo e catalogandolo:
1. Tavole della presenza, su cui si registrano tutti i casi in cui si verifica il fenomeno che si studia;
2. Tavole dell'assenza, su cui si registrano tutte le situazioni che non rivelano la presenza del fenomeno;
3. Tavole delle comparazioni, su cui si registra la variazione di intensità con cui un fenomeno si verifica.
In questo modo si consente all'intelletto di avanzare la prima ipotesi in ordine all'interpretazione della forma del fenomeno studiato. Tale ipotesi deve poi essere verificata attraverso una serie di prove, di cui la più importante è il cosiddetto esperimento cruciale, quello che consente di accettare definitivamente un'ipotesi abbandonando le altre.
Nell'ultima sua opera, la Nuova Atlantide, Bacone delinea una società utopica, in cui gli scienziati detengono il potere politico e promuovono il benessere dei cittadini, operando in piena e perfetta collaborazione con l'unico intento di fare scoperte utili per l'umanità. Quella tratteggiata da Bacone nella sua utopia è una società giusta e pacifica perché, grazie all'impiego della scienza e della tecnica, ha sconfitto la superstizione, l'ignoranza, la violenza e l'oscurantismo.

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