Galilei
Il metodo elaborato da Galilei è caratterizzato da 2 elementi fondamentali:
- l'osservazione rigorosa dei fenomeni naturali;
- l'uso delle ipotesi e del calcolo matematico.
Per quanto riguarda il primo aspetto, il filosofo parla di sensate esperienze, ossia di esperienze compiute mediante i sensi, che rappresentano il momento induttivo della scienza.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, che egli identifica con le necessarie dimostrazioni, si tratta delle ipotesi elaborate mediante un procedimento di deduzione logico-matematica, che hanno il compito di prospettare in maniera teorica la soluzione di problemi fisici
Un ulteriore momento del metodo scientifico è costituito dal cimento, cioè la verifica sperimentale delle intuizioni e delle ipotesi. Poiché non è sempre possibile verificare le ipotesi in concreto, Galilei ritiene che lo scienziato debba realizzare in laboratorio degli esperimenti in modo da controllare i singoli passaggi della teoria. Ciò significa che egli deve costruire un percorso artificiale che riproduca quello che dovrebbe essere l'andamento naturale del fenomeno esaminato.
Il metodo galileiano si basa sulla struttura matematica del cosmo. Occorre cioè spogliare lo studio della natura di ogni considerazione di carattere qualitativo e soggettivo per coglierne soltanto i rapporti quantitativi. La concezione dell'universo che ne deriva è meccanicistica, in quanto lo riduce a due aspetti fondamentali:
- la materia
- il movimento
Galilei critica il principio di autorità, ossia l'abitudine di richiamarsi all'autorità della Chiesa e della tradizione. Il sapere tradizionale è accusato da Galilei di essenzialismo e finalismo:
- essenzialismo, perché ricerca l'essenza dei fenomeni naturali
- finalismo, perché considera le parti che compongono la natura fisica come orientate all'utilità dell'uomo.
Le scoperte di Galilei segnarono la definitiva caduta del modello fisico aristotelico e favorivano la dimostrazione della teoria copernicana. L'adesione al copernicanesimo costò a Galilei un duro scontro con le autorità della Chiesa e infine la condanna e l'abiura.
Secondo lui, tra ragione e rivelazione non c'è conflitto, ma separazione di competenze , in quanto esse riguardano due ambiti differenti ( l'interpretazione della natura, la prima; l'nterpretazione delle Scritture, la seconda), con due linguaggi diversi.

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